È il giorno anche della consegna delle Stelle al Merito del lavoro, onorificenze conferite dal Presidente della Repubblica. Uno spaccato tra tradizione e innovazione nel mondo dell'impresa. Vediamo con Maria Valeria Vendemmia.
Dai cinquantadue anni della signora Rosanna Lorenzati, ai trenta del primo a salire sul palco per ricevere le onorificenze del Presidente della Repubblica, al Conservatorio Verdi di Torino, sfilano i maestri del lavoro del Piemonte, settantanove dei centosettantasette candidati a ricevere questo riconoscimento dalle loro aziende per meriti di perizia, laboriosità e buona condotta morale.
Storie che raccontano impegno e spirito di sacrificio, dice dal palco il prefetto di Torino Donato Cafagna, che ricorda il prezzo alto delle morti bianche in Piemonte nel 2025: sessantacinque. Tra i datori di lavoro saltano all'occhio aziende come Leonardo, sei riconoscimenti, e Thales Alenia, cinque. E in sala questi nomi richiamano automaticamente le parole del cardinale Repole sul rischio che si corre a spingere verso una conversione industriale nel settore bellico. Lo sa bene Francesco Tembrini, quarantasei anni alla Leonardo, una lunga militanza politica in CGIL "Abbiamo cercato anche di portare a casa delle ragioni che portassero l'azienda a diversificare il prodotto e, eh, concentrarlo maggiormente sulla parte civile piuttosto che militare".
Un futuro che nessuno vuole, ci dice Marco Boglione. "Torino ha prodotto anche, eh, diciamo ha fatto la sua parte anche nelle grandi guerre, cosa che vedo come preistoria, neanche storia".
Tra i suoi premiati, uno di loro è scomparso solo due settimane fa, sul palco sale il figlio Matteo.
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