Un nome sinonimo di un prodotto: la calzatura sportiva con suola in gomma. Per anni diventata un prodotto di culto, il marchio ha avuto varie vicissitudini e fortune Il marchio Superga è nato a Torino il 3 ottobre 1911 quando la società Anonima per Azioni Walter Martiny Industria Gomma ha avviato la produzione di accessori per calzature e altri articoli. Pochi anni dopo ha brevettato il suo primo modello, il più amato: il 2750. Questa scarpa in tela è stata progettata dall’ufficio tecnico dell’azienda, e trae origine e successo dalla particolare suola di gomma vulcanizzata, brevettata nell’1844 da Charles Goodyear, che ha portato alla fortuna anche l’omonima società di calzature e la Converse. Nel 1929 a Torino è iniziata la produzione di questo modello, caratterizzato da cuciture decorative nelle tomaie, occhielli in ottone nichelato e fondo in cotone naturale sfoderato e traspirato. Nel giro di poco tempo si è rivelato un oggetto di culto, un vero gioiello della produzione piemontese, presentato nei cataloghi degli anni Trenta come “la scarpa che respira”. Superga ha saputo rendersi protagonista in molti periodi: tra le due guerre i suoi stivali completamente stagni hanno cambiato la vita dell’Italia rurale contribuendo a eliminare il secolare problema delle malattie ed infezioni tipiche di ambienti come risaie ed acquitrini. Dopo il secondo conflitto la società ha imperniato la sua produzione nella fabbricazione di calzature con attenzione particolare alle produzioni in gomma, per le quali vengono messi a punto macchinari specifici; in questa direzione si orienta la fusione, nel 1951, con la Pirelli S.p.A. Quest'ultima, diventata socio di maggioranza, fa aumentare la produzione in maniera vertiginosa: tra il 1952 e il 1975 le paia di scarpe prodotte passano da 2 a 12 milioni. Proprio in quest’anno Superga risente della crisi che ha colpito il mercato italiano, si specializza così nella fabbricazione di articoli sportivi, in particolare nelle linee di scarpe da calcetto e pallavolo, fino a debuttare nei primi degli anni 80 nel campo dell’abbigliamento. Una buona parte della fortuna del marchio la si deve anche all’attenta politica di comunicazione da parte dell’azienda, sin dai tempi della fusione con Pirelli. Nel 1962 il grafico Albe Steiner ha studiato un marchio all’insegna del minimalismo e della semplicità , come sinonimo di praticità ed eleganza. Giocatori di tennis in tenuta candida e Superga di lino ai piedi sono protagonisti di campagne pubblicitarie, ma anche in affreschi della società agiata tra le due guerre tratteggiate da scrittori e registi, tra i quali regina è la Micol tennista scelta da Vittorio De Sica nella sua opera cinematografica Il giardino dei Finzi Contini, tratto dall’omonimo romanzo di Giorgio Bassani. Esaurita la fase di ribellione giovanile radicale e politica degli anni Sessanta e Settanta, nei quali hanno spopolato ai piedi dei giovani politicizzati, negli anni Ottanta le campagne pubblicitarie sono affidate allo studio torinese di Franco Turati, che ha portato all’apice del successo le 2750 dal 1985 al 1991. Le immagini hanno regalato a queste scarpe da tennis “un’allure” raffinata e classica, inquadrandole in un mondo d’antan, fatto di tornei in bianco con sportivi privi di carica agonistica. I primi anni Novanta hanno portato un triste periodo di crisi per la società che nel 1993 decide di staccarsi dalla Pirelli S.p.A per confluire nel gruppo So.Pa.F. Tuttavia questo binomio non riusce a risollevare le sorti del marchio, portandolo all’acquisizione da parte della Basic Net nel 2004 per 23 milioni di euro. Nell’ultimo decennio l’obiettivo del gruppo è stato quello di potenziare la linea di calzature, riproponendo riletture dei modelli storici che hanno fatto innamorare gli amanti delle scarpe di tela, e di ripensare la politica di comunicazione attraverso un rete di distribuzione basata sull’innovazione dei sistemi di marketing tradizionale sfruttando gli strumenti telematici. Ora Superga ha aperto le porte al futuro investendo nel mercato statunitense, canadese e messicano attraverso l’accordo con Steve Madden, celebre stilista di scarpe.
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