Il presidente della ASD Pallavolo ha definito progetto e costi per il 2007
L'iniziativa parte da un ingegnere di pista che era legato alle corse. Con lui fiscalisti e avvocati. La disponibilità del Comune a concedere il Ruffini ridurrà i costi. Pronti sponsor importanti
LA POLITICA del basso profilo porta un risultato: in silenzio, con serietà e producendo progetti, numeri e fatti, il ritorno del grande volley a Torino sta diventando realtà . Addio parole, sostituite da un piano organico, nato dai presupposti e dagli accordi portati avanti intensamente dai giorni del Trofeo Regione Piemonte a oggi. Sono passate due settimane soltanto, ma la macchina organizzativa torinese, curata dal presidente del Comitato regionale di volley, Ezio Ferro, ha convinto molti personaggi sulla concreta possibilità del rilancio. L'iniziativa parte dal presidente della ASD Pallavolo Torino, Andrea Tellini, ingegnere di pista che ha lavorato in passato nel mondo delle corse. Attorno a sé Tellini è riuscito a coinvolgere avvocati e fiscalisti, ha steso un progetto dettagliato nei costi e supportato da esempi reali. «Ho verificato i costi di un club di A2, dai cartellini agli ingaggi dei giocatori, la base finanziaria da cui possiamo partire e quel che possiamo reperire come risorse sponsorizzative e come reale partecipazione ai costi pratici. Inoltre ci sono alcune trattative in corso per puntellare economicamente il progetto. A quel punto potremo partire. E la ASD Pallavolo Torino ha assunto la parte di riferimento per convogliare le potenziali forze in una sola direzione» ha detto il presidente. A differenza di tutto quel che è nato e svanito in questi ultimi anni, il nuovo gruppo ha dato un taglio netto col passato: non ci sono più volti e nomi conosciuti nel volley. Si tratta di una iniziativa completamente nuova e svincolata dai progetti precedenti. «Il Comune ci ha dato la disponibilità per l'impianto (il Ruffini, ndr.) e questa è una delle sicurezze da cui partire» ha continuato Tellini. Ma il passo più significativo è quello della acquisizione dei diritti e la prima domanda è spontanea: come si può dire oggi, alla vigilia di un campionato di A2 ancora da iniziare, che ci siano club fin d'ora orientati a cedere i diritti o a cambiare sede tra 7 mesi, se non prima? Non c'è forse il rischio che la disponibilità alla cessione dei diritti possa nascondere i timori di una retrocessione o di una stagione difficile? «No, in questo senso ci siamo cautelati. C'è una sinergia in atto, un accordo preventivo e non in una direzione sola: c'è chi ha la possibilità di restare e chi invece quella di salire. Noi sappiamo già in quale scenario possiamo muoverci, ma per correttezza attendiamo. E di club che si vogliono spostare potrebbe non essercene uno solo... Diritti e istituzioni a sostegno del nostro progetto: Roma insegna, o no...?». Potrebbe addirittura già esserci uno spostamento entro fine stagione. La sensazione è che si sia mosso qualcosa da: parte di realtà aziendali importanti. Ma su questo aspetto c'è più di un muro, stile pallavolistico della Nazionale dei giorni migliori. «Abbiamo anche qualche legame territoriale che ci impedisce di correre altrove. Per esempio sarebbe un peccato non vestire materiali torinesi...» Già , a Torino c'è la Kappa che veste tanto sport e che da sempre ha un occhio privilegiato per la pallavolo. Il discorso tecnico non va sottovalutato. Le istituzioni partecipano se a fianco dell'attività di vertice c'è una ricaduta sull'attività sportiva di base e sui giovani. La base di partenza e la società di Tellini, il progetto varia dai corsi di avviamento al reclutamento territoriale, con un occhio particolare ai giovani della provincia e senza mettersi in concorrenza con Cuneo. D'altronde, lo stesso Marco Pistoiesi, ds di Cuneo, auspicava in sede di presentazione del Trofeo Regione Piemonte il ritorno di Torino al vertice, stimolo in più a livello regionale e nazionale, ma anche un traino e una spinta al tesseramento in campo maschile che la Lega ha dimostrato in calo. «Sul piano tecnico la soluzione ci sarebbe, è un allenatore che ha passione e talento, ma ha molte richieste e potrebbe non essere alla portata di una A2». Il riferimento, è chiaro, va a Mauro Berruto che da tempo si propone per il rilancio di Torino: lui aveva addirittura dichiarato di essere disposto a lavorare anche gratis pur di rivedere il volley maschile di vertice al Ruffini ovviamente mantenendo il doppio incarico come ct della Finlandia. Se l'appuntamento è a fine stagione, il lavoro per la rinascita di Torino è già cominciato. Stavolta siamo arrivati al secondo passo.
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