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Brochure: Omaggio alla Rivoluzione Informatica
BasicNet 24/12/2010 


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K-Way Gallery, attraverso l'esposizione di dieci leggendari personal computer e la loro relativa documentazione, vuole raccontare la storia della Rivoluzione informatica avvenuta negli anni Settanta e Ottanta. Non si tratta solo di una rivoluzione tecnologica ma anche culturale, tanto che Steve Wozniak, informatico e co-fondatore della Apple, in occasione dell'asta che ha visto Marco Boglione aggiudicarsi l'Apple 1, ha dichiarato:
Al momento del progetto dell'Apple 1, volevo aiutare le persone che condividevano le mie idee, dir loro che avremmo potuto migliorare la società. Migliorare la comunicazione, diffondere la parola, avere un'organizzazione migliore, una cultura superiore, calcolare gli aspetti finanziari delle nostre aziende. Tutto da soli. Avremmo valorizzato il singolo rispetto alla grande azienda e volevo che tutto questo diventasse realtà. Ho ceduto questo computer, senza chiedere né diritti né licenze, tanto per liberarmene del tutto, quando Steve Jobs intui la potenza della macchina mi chiese: perché non mettiamo su un'azienda e guadagniamo qualcosa? La mia risposta: d'accordo!

Per vedere il momento della dichiarazione ufficiale e completa di Wozniak vi rimandiamo al sito www.basicpress.com/woz, in queste pagine, invece, lasciamo parlare le dieci macchine che, insieme all'Appio 1, tra il 1975 e il 1985, hanno contribuito a cambiare il mondo, trasformando l'informatica da scienza per pochi a tecnologia e opportunità per tutti.

BENVENUTI ALLA K-WAY GALLERY

OMAGGIO ALLA RIVOLUZIONE INFORMATICA

In soli dieci anni, tra il 1975 e il 1985, grazie alla tecnologia, è avvenuta una rivoluzione che ha gettato le basi per cambiare irreversibilmente il nostro modo dl lavorare, informarci, comunicare, di vivere. Prima di questa rivoluzione, l'informatica era considerata uno strumento di nicchia: i computer erano pochi, monolitici, pesanti e grigi, solo alcune persone iperspecializzate sapevano e potevano utilizzarli, tanto che Thomas Watson, presidente dell'IBM, negli anni Cinquanta dichiarò: "Penso che al mondo ci sia mercato per al massimo cinque computer".
Invece, dal 1975 al 1985, grazie alla nascita di aziende come Apple, Microsoft, Commodore e Sinclair, le vendite sono passate da zero a quasi 10 milioni di computer all'anno: una vera alfabetizzazione informatica e i computer sono diventati leggeri, colorati e facili da usare, in una sola parola: popolari!
La Rivoluzione Informatica è scaturita grazie alla miniaturizzazione dei componenti (i microchip) ma non sarebbe stata possibile senza la fantasia e la passione di alcuni giovani ragazzi, protagonisti di questo percorso.

1975
INIZIA LA RIVOLUZIONE

Gennaio 1975. Sulla prima pagina della rivista Popular Electronics appare questo incredibile annuncio: “Innovazione! È sul mercato il kit del primo minicomputer al mondo”. Si tratta dell’ALTAIR 8800, inventato da Ed Roberts, il primo computer della storia progettato intorno a un singolo microprocessore (Intel 8080) per essere venduto a un prezzo economico: il kit di componenti sciolti costa 395 dollari, la versione assemblata 495 dollari. È una rivoluzione. Migliaia di hobbisti e appassionati di informatica, per lo più giovani ventenni, vengono folgorati da questa notizia. C’è chi prenota e acquista la macchina e chi inizia a fantasticare sulle potenzialità legate alla sua programmazione. Tra quest’ultimi, il diciannovenne Bill Gates e l’amico Paul Allen ne scrivono il primo programma (il BASIC) e fondano la Microsoft, dando vita all’industria del software e alla Rivoluzione Informatica. Quella del 1975 non è soltanto una rivoluzione tecnologica ma anche sociale: con l’ALTAIR si può fare ancora ben poco, la macchina non ha tastiera o monitor, ma è il primo computer popolare e il suo successo commerciale dimostra che il mercato esiste e che l’era dell’informatica personale è ormai iniziata.

1976
IL SANTO GRAAL

Il “Santo Graal” dell’informatica moderna, ecco come viene chiamato oggi l’Apple-1. Questa macchina per molti è una specie di chimera, difficile da rintracciare e ancor più da possedere. Nel 1976 furono prodotti soltanto 200 esemplari (di cui 150 furono ritirati) e oggi, sull’intero pianeta, sono rintracciabili solo poche unità di esemplari. Il mito dell’Apple-1, però, va al di là della sua tiratura limitata: la sua rilevanza storica risiede nelle innovazioni tecnologiche che il suo giovane inventore Steve Wozniak, poi affiancato da Steve Jobs, ha  introdotto durante la sua progettazione nei primi mesi del 1976. Infatti, anche se viene commercializzato come una spoglia e semplice scheda madre su cui erano montati il microprocessore (MOS 6502), la memoria RAM da 4 KB, la ROM e pochi altri componenti, l’Apple-1 è il primo computer della storia pensato per essere collegato a un monitor e a una tastiera. È un cambio di prospettiva rivoluzionario: attraverso questi due dispositivi l’utente, per la prima volta, può interfacciarsi alla macchina in modo più veloce e amichevole.

1977
ANNUS MIRABILIS

Il 1977 è un anno davvero importante per la storia dell’informatica. Nel mese di aprile la Apple presenta il suo secondo modello, l’Apple II, mentre in estate escono il PET 2001 della Commodore e il TRS-80 della Tandy. Questi tre rivoluzionari e compatti computer inaugurano la seconda generazione dell’informatica personale, quella caratterizzata da macchine già assemblate, contenute in un case dal design seducente e con software pensati per il lavoro, il gioco e lo svago.
Tutti forniti di tastiera e collegabili a monitor o a semplici televisori, questi computer sono i primi a penetrare nelle case e negli uffici. Il mercato impazzisce, in pochi anni se ne venderanno milioni di esemplari.
Il PET 2001 viene addirittura pubblicizzato sulla rivista per soli uomini Playboy e inaugura l’ingresso nel mercato dell’informatica personale della Commodore, un’azienda che negli anni Ottanta farà storia con prodotti come VIC20, il C64 e l’AMIGA.

1977
FACCIAMOLO PIÚ BELLO

Verso la fine del 1976 è Steve Jobs il primo a intuire che l’informatica sta entrando in una nuova era. 
Anche se le vendite dell’Apple-1 vanno molto bene, Jobs lo ritira dal mercato, chiedendo all’amico e socio Steve Wozniak di progettare una nuova macchina.
Il giovane imprenditore americano è convinto che oltre agli hobbisti, i computer possano attrarre un nuovo tipo di mercato, non interessato all’elettronica fai da te ma alla programmazione e alle suepotenzialità. Dopo alcuni mesi di lavoro, il 16 aprile del 1977, viene presentato Apple II, un computer compatto racchiuso in un accattivante “case” in plastica.
La Apple è la prima azienda ad uscire dai circuiti degli specialisti e a presentare il suo prodotto su riviste e quotidiani a grande tiratura con lo slogan: “Apple II è pronto per lavorare, giocare, crescere con te”.
Nel luglio del 1978 la Apple presenta il suo lettore floppy con cui si possono salvare e trasportare i propri dati, mentre nel febbraio 1979 esce il primo software gestionale per queste nuove macchine, si chiama VisiCalc, un foglio elettronico (tipo Excel) che otterrà un enorme successo negli uffici di tutto il mondo.

1981
ARRIVANO I GIGANTI

Nelle testimonianze di chi utilizzava e lavorava con l’informatica a cavallo tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, ricorre spesso la seguente affermazione: “Finché l’IBM non entrò nel mercato dei personal computer, questa tecnologia rimase marginale e considerata poco seria”.
Di sicuro possiamo affermare che quando, il 12 agosto del 1981, il gigante dell’informatica statunitense presentò la sua prima macchina compatta, anche i più scettici dovettero ammettere che l’informatica stava entrando in una nuova epoca, passando dall’era dei grandi a quella dei piccoli elaboratori.
Il modello 5150, conosciuto con il nome di PC IBM, è oggi considerato il capostipite di una famiglia che ancora domina il mondo dell’informatica, quella dei PC o dei PC compatibili, macchine con architettura basata su microprocessore Intel e contrapposte a quelle con architetture Macintosh. A trarre il maggior vantaggio dalla scesa in campo di IBM fu la Microsoft di Bill Gates che nel 1981 firmò un contratto per la fornitura del MS-DOS, il sistema operativo per macchine IBM. Nel primo anno l’IBM, grazie alla sua organizzatissima rete commerciale, riuscì a vendere 200.000 unità. Nel 1984 l’IBM lancia il suo primo portatile, il modello 5155 con monitor, due lettori floppy e tastiera integrata raggiungeva il peso di quasi 14 kilogrammi.

1982
IL COMPUTER NEI SUPERMERCATI

Il Commodore 64 (conosciuto come C64) è il modello di personal computer più venduto della storia.
Prodotto dal 1982 al 1993, nei primi anni di commercializzazione ne furono venduti circa 2 milioni di pezzi all’anno, tanto che oggi il C64 è considerato un vero e proprio simbolo da tutti i ragazzi cresciuti negli anni Ottanta. Chiunque ha vissuto da ragazzo in quegli anni ha giocato e/o programmato almeno una volta con un C64. Questi dati basterebbero per inserire questa macchina nel firmamento della Rivoluzione Informatica popolare, ma il C64 è anche una macchina innovativa, soprattutto per la sua leggerezza, la facilità d’uso e programmazione. Come per il suo predecessore VIC20, uscito nel 1981, il successo commerciale del C64 è effetto della geniale strategia di marketing con cui fu distribuito che, per la prima volta, prevedeva la vendita di un computer nei grandi magazzini, nei discount e nei negozi di giocattoli.

1982
LA PRIMA MACCHINA EUROPEA

Agli albori della Rivoluzione Informatica, il Sinclair ZX Spectrum è il primo computer europeo a poter competere commercialmente con i prodotti statunitensi della Apple e della Commodore. Questo piccolissimo gioiello tecnologico è anche più economico, leggero e compatto dei concorrenti pur mantenendo prestazioni simili. Come il C64 e l’Apple II, infatti, lo Spectrum è in grado di elaborare grafica a colori e suoni, permette di giocare e di programmare in BASIC. Lo Spectrum non è il primo personal computer prodotto dalla Sinclair, infatti all’inizio degli anni Ottanta, l’azienda inglese, attiva da anni nel mondo dell’elettronica, lancia lo ZX 80 (1980) e poi lo ZX 81 (1981), due macchine molto particolari e innovative. Ma sarà con lo Spectrum del 1982 che la Sinclair raggiungerà un grande successo vendendo milioni di esemplari in tutta Europa. 
L’azienda inglese si distingue rispetto ai concorrenti anche per l’uso di periferiche di particolare originalità, come l’unità ZX Microdrive: un sistema di memorizzazione dati su nastro magnetico, derivato dal sistema Stereo 8 in voga in quegli anni.

1983
APRI LA “FINESTRA”. UNA VENTATA D’ARIA NUOVA

Finalmente! Da adesso usare il computer è davvero un gioco da bambini. All’inizio del 1983, con il lancio dell’Apple Lisa, l’informatica entra in una nuova era, quella dei mouse, dei puntatori e delle finestre. Peccato che il rivoluzionario computer, voluto da Steve Jobs e progettato da un nutrito gruppo di geniali tecnici della Apple a causa delle tante innovazioni arriva a sfiorare lo strabiliante prezzo di 10.000 dollari. È troppo, in pochi possono permetterselo e il progetto si trasforma in un vero e proprio flop commerciale.
Il lavoro dell’interfaccia grafica e il mouse non è un’invenzione di Jobs o della Apple ma di alcuni geniali ricercatori del centro di ricerca Xerox, tra cui Alan Kay, Butler Lampson e Chuck Thacker. L’innovativa interfaccia viene installata sul computer Xerox Star già dal 1981, tuttavia la Xerox, azienda attiva nel settore delle fotocopiatrici, non sembra interessata a sviluppare questo tipo di innovazione e non promuove il progetto.
Durante una visita ai laboratori della Xerox, nel 1983, Steve Jobs riconosce invece in questa nuova tecnologia il futuro dell’informatica, inserendo questa innovazione nei progetti a cui sta lavorando la sua azienda: lo sfortunato Lisa del 1983 e il fortunatissimo Macintosh del 1984.

1984
LA MACCHINA PERFETTA

Il Macintosh 128k è il capostipite della popolare e fortunata famiglia di computer della Apple, ancora oggi in commercio e conosciuti con il nome Mac. Già in questo primo modello lanciato nel 1984, con una campagna pubblicitaria firmata addirittura da Ridley Scott, è presente tutta la filosofia dei futuri modelli: grande attenzione al design, con l’eliminazione degli elementi superflui, sistemi operativi efficienti e grande potenza di elaborazione. Il Macintosh 128k infatti è contenuto in un’unica elegante scocca, insieme a monitor e unità disco (all-in-one), i fili di collegamento sono pochi e tutti marcati, in modo che l’utente non possa confonderli. Inoltre questo computer è il primo senza ventola di raffreddamento: Steve Jobs la ritiene troppo rumorosa e antiquata.
Come il Lisa, infine, il Macintosh condivide il sistema operativo a finestre e puntatori (MAC OS) da utilizzare con il mouse, scelta che lo rende facile da usare e perfetto per sfruttare i suoi 128 KB di memoria RAM, il doppio dei concorrenti presenti sul mercato in quegli anni. Grazie al prezzo più contenuto rispetto al Lisa, circa 2500 dollari, il Macintosh è un successo commerciale e viene venduto in milioni di esemplari, tanto che nel momento di massima produzione ne venivano costruiti uno ogni 27 secondi.

L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEL SOFTWARE

Tutti i personal computer sarebbero circuiti (hardware) inutili senza un software per farli funzionare.
Nel 1975 Bill Gates è tra i primi a capirlo e per questo fonda la Microsoft, producendo i primi sistemi operativi e i programmi. I primi sistemi operativi sono “a stringhe di comando”: l’utente deve conoscere una sorta di linguaggio di programmazione per interagire con la macchina. Inizialmente i sistemi operativi DOS (Disk Operating System) della Apple, della Microsoft e della Digital Research si spartiscono il mercato, ma nel 1981, firmando l’accordo con IBM, la Microsoft supera i concorrenti, diventando sinonimo di software. Nel 1985 viene lanciato Microsoft Windows, un’interfaccia grafica che permette un’interazione più immediata con la macchina, attraverso il sistema mouse, puntatore e finestre. La Apple, però, ne reclama la paternità: in effetti un sistema del tutto analogo, MAC OS, era stato presentato pochi anni prima sulle macchine Lisa (1983) e Macintosh (1984). La rivalità tra Microsoft e Apple nasce e si infiamma proprio in quel periodo. Da quel momento i software - sistemi operativi, programmi e giochi - hanno avuto sempre più rilievo nella storia dell’informatica, solo negli ultimi anni, con le nuove tecnologie multitouch, l’hardware sta nuovamente guadagnando la ribalta, anche se sono sempre i software (oggi diventate “App”) a trainare il mercato e incuriosire gli utenti.

LE TAPPE SUCCESSIVE AL 1985

Seconda metà anni Ottanta. I Mac e soprattutto la coppia IBM compatibili/Windows si impossessano del mercato del personal computer, facendo sparire tutti gli altri marchi.

Fine anni Ottanta. Si comincia a parlare e poi a far uso sempre più insistentemente della telematica, ovvero dello scambio di dati tra computer attraverso la rete telefonica. Internet prende corpo.

- 1991 Tim Berners-Lee del CERN introduce il protocollo HTTP (HyperText Transfer Protocol). Nasce il World Wide Web, inizialmente solo per la comunità scientifica e poi, dal - 1993, aperto a tutti.

- 1994 Esce Nescape Navigator, il primo browser grafico della storia. Il browser o navigatore serve a visualizzare i contenuti dei siti web.

- 1995 Esce Internet Explorer è la risposta di Microsoft al successo riscosso del browser Netscape Navigator. Nello stesso anno Microsoft lancia anche Windows 95.

- Primi anni Zero. Con la nascita di Wikipedia (2001), Facebook (2004) e Youtube (2005) nasce il Web 2.0. 
Gli utenti assumono un ruolo attivo nella condivisione delle informazione e del sapere in rete.

- 2010 Apple lancia iPad, una nuova generazione di personal computer, più votata alla navigazione e all’intrattenimento digitale, con una nuova interfaccia basata sul multi-touch.



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Brochure: K-Way Gallery: HOMAGE TO THE SOFTWARE REVOLUTION
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